Giuseppe Conte's declarations after the Genoa bridge clollapse

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Giuseppe Conte initiates the procedure to terminate the concession of highways to "Autostrade per l'Italia" and lays out a renewed approach on the management and maintenance of infrastructures
Translation: 

Today the Government, through the competent Directorate of the Ministry of Infrastructures, has formally forwarded to "Autostrade per l'Italia" the letter of challenge that initiates the procedure for the termination of the concession.

The Government disputes to the concessionaire that it was obliged to take care of the ordinary and extraordinary maintenance of the A10 motorway, the serious disaster that resulted from the collapse of the bridge. The concessionaire will have the right to send its counterclaims within 15 days, it being understood that the disaster is an objective and incontrovertible fact and that the burden of preventing it was in the hands of the concessionaire on which weigh the obligations of maintenance and custody.

The news spread that Autostrade per l'Italia would be available to rebuild the bridge at its expense. If this proposal is formalized, the Government will evaluate it, but not as a counterpart of the renunciation to assert the voice of all the victims of this immense tragedy. If this initiative to reconstruct the bridge will be charged to "Autostrade per l'Italia", it will be only as a temporary compensation for damage, it being understood that the wound inflicted on victims, their families and the country is immeasurable and will certainly not be healed. in this way.

This disaster requires us to adopt new initiatives, far more rigorous than those designed by previous governments.

A) We need to set up a central database that can gather all the information regarding the state and maintenance of all our infrastructures. For each infrastructure we have to have certainty of the last adopted maintenance intervention and of those programmed. We have to be in a position to be able to operate promptly in reporting the necessary upgrades of our infrastructural assets, graduating them according to a precise hierarchical order of importance and urgency.

B) We will strengthen the inspection service that is established at the Ministry of Infrastructures, so as to ensure strict and timely supervision of the operations of the holders of concessions and their compliance with the constraints that the law and the conventions place upon them.

C) Starting in September, we will convene all the infrastructure concessionaires, forcing them to provide us with a detailed program of ordinary and extraordinary maintenance interventions, with specific quantification of the resources allocated for this purpose: we will force them to engage in an infrastructure upgrade program, assigning to it more proportionate resources, adapted on the profits they derive from it.

Unfortunately we come to the Government a little late. The process of privatization regarding our infrastructures was started many years ago, according to a logic that has favored the financial management of the same and has obscured the industrial logic that should characterize them. Now we find ourselves with existing concession agreements and service contracts, some of which expire in a far future, and which contain very unbalanced conditions and clauses in favor of concessionaires.

This Government will do everything to completely revise the system of concessions and as they expire it will take advantage to set these operations on the basis of new principles and more satisfactory legal-economic balances.

This Government intends to give a clear signal of change: from now on all concessionaires will be bound to reinvest most of the profits in the modernization of the infrastructures that they have received in concession, they will have to comply more stringently with their maintenance obligations and, more generally, they must understand that infrastructures are not a financial income, but a public good that the country and, therefore, the citizens are willing to entrust to their care only as long as the profit that is derived is largely offset by the guarantees of "absolute protection and safety" of users' lives and of a "truly efficient management" of the service.

Original content: 

Oggi il Governo, tramite la competente Direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a “Autostrade per l’Italia” la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione.

Il Governo contesta al concessionario che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte. Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia.

Si è diffusa la notizia che Autostrade per l’Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia. Se questa iniziativa di ricostruzione del ponte verrà addebitata a “Autostrade per l’Italia” sarà solo a titolo di provvisorio risarcimento del danno, fermo restando che la ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo.

Questa sciagura ci impone di adottare nuove iniziative, ben più rigorose di quelle pensate dai Governi precedenti.

A) Dobbiamo configurare una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Per ogni infrastruttura dovremo avere certezza dell’intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e urgenza.

B) Potenzieremo il servizio ispettivo che è istituito presso il Ministero delle Infrastrutture, in modo da assicurare una rigorosa e puntuale vigilanza sull’operato dei concessionari e sul rispetto dei vincoli che la legge e le convenzioni pongono a loro carico.

C) A partire da settembre convocheremo tutti i concessionari delle infrastrutture, costringendoli a consegnarci un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a questo scopo: li costringeremo a impegnarsi in un programma di riammodernamento delle infrastrutture destinando ad esso risorse più proporzionate e adeguate agli utili che ne ricavano.

Purtroppo arriviamo al Governo un po’ tardi. Il processo di privatizzazioni che riguarda le nostre infrastrutture è stato avviato molti anni fa, secondo una logica che ha favorito la gestione finanziaria delle stesse e ha oscurato la logica industriale che invece dovrebbe caratterizzarle. Adesso ci ritroviamo con rapporti di concessione e contratti di servizio ormai in essere, alcuni dei quali scadono in un futuro non prossimo, e che contengono condizioni e clausole molto sbilanciate a favore dei concessionari.

Questo Governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e man mano che esse scadono ne approfitterà per impostare queste operazioni sulla base di nuovi princìpi e di più soddisfacenti equilibri giuridico-economici.

Questo Governo intende dare un segnale di svolta ben preciso: d’ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione, dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione a loro carico e, più in generale, dovranno comprendere che l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico che il Paese e, quindi, i cittadini sono disposti ad affidare alle loro cure solo a patto che il lucro che ne viene ricavato sia ampiamente compensato dalle garanzie di una “assoluta tutela e sicurezza” delle vite degli utenti e di una “gestione realmente efficiente” del servizio.